Di cosa parla il libro
Il punto di partenza è una domanda semplice e allo stesso tempo enorme: cos’è, davvero, un bambino? Alemagna non risponde con una definizione, ma con una carrellata di ritratti. Bambini belli e brutti, vivaci e riservati, capricciosi e tristi, che vogliono crescere in fretta o che invece vorrebbero restare piccoli per sempre. Tutti diversi, tutti ugualmente riconoscibili. Il testo è breve, diretto, quasi poetico. Le illustrazioni hanno il tratto inconfondibile dell’autrice: materiali misti, colori densi, espressioni che parlano anche senza parole. Non è un libro che si legge una volta sola.Perché è utile in classe
Per chi lavora in una classe eterogenea, questo albo è uno strumento che vale molto più di tante schede preconfezionate. Entra nel cuore di tre aree che spesso si intrecciano nel lavoro quotidiano: identità, diversità e bisogno di essere visti. La struttura narrativa mostra bambini che sono diversi tra loro non come eccezione, ma come norma. Nessuno è il bambino “giusto”. Ognuno ha le sue particolarità, i suoi tempi, i suoi bisogni. Per un bambino con BES o disabilità, vedere se stesso riflesso in un libro senza etichette è qualcosa che conta. In termini pratici, il libro si presta a molte attività:- Circle time sull’identità: “Quale bambino del libro ti assomiglia di più?”
- Produzione scritta o orale: completare la frase “Io sono un bambino/una bambina che…”
- Educazione emotiva: riconoscere le emozioni nelle illustrazioni
- Accoglienza a inizio anno: rompere il ghiaccio con il gruppo classe
- Attività sul rispetto delle differenze, anche per la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia (20 novembre)
💡 Con le classi di Prima e Seconda funziona benissimo la lettura animata: ogni doppia pagina può diventare un momento di pausa e di conversazione. I bambini riconoscono i personaggi e parlano spontaneamente di sé. Non serve facilitare molto: il libro lo fa da solo.
Chi è Beatrice Alemagna
Beatrice Alemagna è una scrittrice e illustratrice italiana nata a Bologna nel 1973. Ha studiato progettazione grafica e comunicazione visiva all’ISIA di Urbino, poi si è trasferita a Parigi dove vive tuttora. Nel corso della sua carriera ha ricevuto il Premio Andersen nel 2010 come migliore illustratrice italiana e la medaglia d’oro della Society of Illustrators di New York nel 2017. I suoi libri sono tradotti in oltre venti lingue, tra cui francese, inglese, giapponese, arabo e cinese. Con Topipittori ha pubblicato molti titoli, ma “Che cos’è un bambino?” resta il più amato e il più venduto. Il suo stile è immediatamente riconoscibile: mescola tecniche diverse, usa materiali analogici, e crea personaggi visivamente imperfetti che però arrivano dritti al cuore.Per chi lo consiglio
Lo consiglio a tutte le insegnanti di scuola primaria, in modo particolare a chi lavora in classi inclusive o fa sostegno. Va bene dall’ultimo anno della scuola dell’infanzia fino alla Quinta primaria. Non serve una programmazione elaborata per usarlo: basta leggerlo ad alta voce, fermarsi sulle illustrazioni, lasciare spazio alla conversazione. Se cerchi un libro da tenere fisso in aula e riprendere in mano più volte durante l’anno, questo è quello.A quale età è adatto “Che cos’è un bambino?”?
L’editore indica “da 5 anni”. In pratica funziona molto bene dall’ultimo anno della scuola dell’infanzia fino alla Terza primaria. Dalla Quarta in su può comunque essere usato come spunto di discussione, anche se la lettura animata perde un po’ di efficacia.
Si può usare per l’educazione inclusiva?
Sì, è uno dei punti di forza del libro. La varietà di bambini rappresentati, ognuno con la propria personalità e il proprio modo di stare al mondo, lo rende uno strumento naturale per parlare di diversità senza forzature. Non ci sono bambini “normali” e bambini “speciali”: ci sono solo bambini, ognuno diverso.
Ci sono altri libri simili di Beatrice Alemagna?
Sì. Tra i titoli più adatti al contesto scolastico inclusivo segnaliamo I cinque malfatti (sulla diversità e l’accettazione di sé) e Un grande giorno di niente (sul valore del tempo libero e della noia creativa). Entrambi sono pubblicati da Topipittori.