Arriva un nuovo alunno straniero in classe, magari a gennaio, magari senza una parola di italiano. E tu devi preparare materiali diversi, trovare immagini, semplificare le consegne, capire come spiegare cose semplici senza poter usare le parole. Ci vuole tempo che non hai. L’AI non sostituisce il mediatore culturale e non impara la lingua al posto dell’alunno, ma su alcune cose concrete può davvero toglierti lavoro dalle mani. Ecco come.
Il contesto: cosa dice la normativa sull’accoglienza degli alunni stranieri
Le Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri (nota MIUR del 19 febbraio 2014, prot. 4233) indicano che ogni scuola deve predisporre materiali di accoglienza, valutare le competenze in ingresso e costruire percorsi personalizzati per gli alunni non italofoni. La Legge 106/2024 (conversione del DL 71/2024), all’art. 11, ha introdotto novità importanti: a partire dall’anno scolastico 2025/2026, nelle classi con il 20% o più di alunni stranieri che non raggiungono il livello A2 di italiano secondo il QCER, può essere assegnato un docente dedicato all’insegnamento dell’italiano per stranieri.
Nella pratica quotidiana, però, la responsabilità dell’accoglienza e della preparazione dei materiali ricade spesso sull’insegnante di classe o di sostegno, con tempi e risorse limitate. È qui che l’AI può essere utile.
Cosa puoi fare concretamente con ChatGPT
Aprire ChatGPT (chatgpt.com) e iniziare con il contesto giusto fa tutta la differenza. Prima di qualsiasi richiesta, scrivi sempre una riga di contesto: “Sono un’insegnante di scuola primaria italiana. Ho in classe un alunno straniero che parla [lingua madre] e conosce pochissime parole di italiano. Ho bisogno di…”
- Semplifica le consegne degli esercizi. Prendi la consegna originale del libro, incollala in ChatGPT e chiedi: “Riscrivi questa consegna usando solo parole di uso comune, frasi brevi e, se possibile, aggiungendo un esempio concreto.” In 10 secondi hai una versione accessibile anche per chi è alle prime armi con l’italiano.
- Crea un glossario visivo per argomento. Chiedi a ChatGPT di creare un elenco delle 15-20 parole chiave dell’argomento che stai affrontando in classe, con una definizione semplice e un esempio d’uso per ciascuna. Poi stampi il foglio e lo dai all’alunno come riferimento durante la lezione.
- Traduci istruzioni nella lingua madre dell’alunno. Se sai la lingua di provenienza (arabo, rumeno, cinese, urdu, bengali), puoi chiedere a ChatGPT di tradurre una consegna o una spiegazione in quella lingua. Funziona bene per le principali lingue europee e per l’arabo. Per le lingue meno diffuse, controlla sempre con una fonte esterna perché la qualità può variare.
- Prepara una scheda di presentazione bilingue per la famiglia. La comunicazione con i genitori è spesso il nodo più difficile. ChatGPT può preparare lettere e comunicazioni semplici in italiano e nella lingua della famiglia, per il colloquio di accoglienza, per comunicare i materiali necessari o per spiegare come funziona la valutazione nella scuola italiana.
- Crea mini-dialoghi per imparare le parole di base. Chiedi di scrivere 5 brevi dialoghi per situazioni scolastiche quotidiane: chiedere di andare in bagno, capire la campanella, chiedere una matita, rispondere all’appello. Sono testi che puoi stampare e usare direttamente con l’alunno.
Prompt pronto all’uso: il glossario per argomento
Sono un’insegnante di scuola primaria italiana. Ho in classe un alunno straniero che parla [lingua madre] e sta imparando l’italiano da zero. Stiamo affrontando l’argomento [argomento, es. “le stagioni” / “i numeri fino a 100” / “il corpo umano”]. Crea un glossario di 15 parole chiave legate a questo argomento. Per ogni parola: scrivi la parola in italiano, una definizione brevissima (massimo una riga, con parole semplici), un esempio d’uso in una frase corta, e la traduzione in [lingua madre]. Usa un formato chiaro, a colonne o a elenco, adatto per la stampa.
Come usare Gemini Translate per le comunicazioni veloci
Per le traduzioni rapide durante il colloquio o per capire cosa scrive una famiglia straniera, Gemini (gemini.google.com) è molto pratico perché puoi incollare un testo e chiedere direttamente la traduzione con spiegazione. Alternativa altrettanto valida è Google Traduttore (translate.google.com), che supporta oltre 130 lingue e permette anche di scattare una foto a un testo scritto a mano e tradurlo istantaneamente, utile per un biglietto portato dalla famiglia.
Creare materiali visivi con Canva AI
Per gli alunni che non hanno ancora una base di italiano sufficiente, i materiali visivi sono spesso più utili di qualsiasi testo. Canva for Education (canva.com/education), gratuito per insegnanti verificati, ha modelli pronti per:
- Routine visive con immagini e parole in italiano
- Flashcard con immagine, parola italiana e spazio per la traduzione
- Schede di vocabolario per aree semantiche (la classe, la mensa, il corpo)
- Orari visivi settimanali con icone delle materie
La funzione AI di Canva permette di generare immagini descrittive a partire da un testo: se ti serve l’immagine di “un bambino che alza la mano in classe” o “una mensa scolastica”, puoi ottenerla in pochi secondi senza cercare su Google e senza problemi di copyright.
Il Piano Didattico Personalizzato per gli alunni non italofoni
Le Linee guida MIUR del 2014 indicano che per gli alunni stranieri con difficoltà linguistiche significative è opportuno predisporre un percorso personalizzato, simile nella struttura al PDP usato per gli alunni con DSA, anche se non esiste un obbligo di legge uguale. Molte scuole hanno adottato un modello di “PDP per alunni non italofoni” che descrive le misure di supporto linguistico, le modalità di valutazione nella fase di prima accoglienza e gli obiettivi intermedi per l’apprendimento dell’italiano L2.
ChatGPT può aiutarti a strutturare la bozza di questo documento. Descrivi il profilo dell’alunno in modo anonimo e chiedi: “Aiutami a strutturare le sezioni di un piano didattico personalizzato per un alunno straniero di recente inserimento, con le principali misure di supporto linguistico e le modalità di valutazione nella fase iniziale.”
Cosa l’AI non può fare al posto tuo
L’AI è utile per creare materiali e testi, ma non sostituisce il lavoro relazionale che è al centro dell’accoglienza. Non può osservare l’alunno in classe, capire il suo stato emotivo, mediare con la famiglia o costruire quella fiducia che richiede tempo e presenza. Per le situazioni più complesse, il mediatore culturale e linguistico rimane una figura insostituibile: molti istituti comprensivi possono richiederlo tramite il proprio USR o attraverso convenzioni con enti del terzo settore del territorio.










