Fine anno scolastico: scrutini, GLO finale, verifica del PEI e, come se non bastasse, la relazione finale. Per ogni alunno seguito. Se sei un’insegnante di sostegno con due o tre alunni, significa scrivere due o tre relazioni in pochi giorni, spesso dopo settimane già pesanti. ChatGPT non può scrivere la relazione al posto tuo, perché non conosce il tuo alunno. Ma può aiutarti a strutturarla, trovare le parole giuste e ridurre il tempo di scrittura a metà. Ecco come farlo nel rispetto della normativa.
Cosa dice la normativa sulla relazione finale del docente di sostegno
Dal punto di vista normativo, la relazione finale del docente di sostegno non è un documento obbligatorio autonomo previsto dalla legge: la verifica del processo di inclusione spetta al GLO convocato a fine anno, ai sensi dell’art. 15 comma 10 della Legge 104/92 come modificata dal DLgs 66/2017. Il GLO verifica l’efficacia degli interventi nelle sezioni finali del PEI (in particolare la Sezione 11 del modello introdotto dal DI 182/2020) e propone le risorse per l’anno successivo.
In molte scuole, tuttavia, il dirigente scolastico richiede anche una relazione individuale del docente di sostegno, analoga a quella degli altri docenti, da presentare allo scrutinio finale e da allegare al registro del consiglio di classe. Questa relazione, se richiesta, è firmata dal solo docente di sostegno e serve a documentare il lavoro svolto durante l’anno per il collega che seguirà l’alunno l’anno successivo.
Cosa deve contenere la relazione finale del sostegno
La relazione finale del docente di sostegno descrive in modo sintetico e leggibile il percorso compiuto dall’alunno durante l’anno scolastico. Le sezioni tipiche che trovi nella maggior parte dei modelli scolastici italiani sono queste:
- Profilo dell’alunno e contesto. Una sintesi delle caratteristiche dell’alunno (tipologia di disabilità, profilo di funzionamento, punti di forza e di fragilità) e del contesto classe in cui è inserito.
- Obiettivi del PEI e risultati raggiunti. Per ogni obiettivo educativo e didattico fissato nel PEI, una valutazione del livello di raggiungimento: pienamente raggiunto, parzialmente raggiunto, non raggiunto, con le motivazioni.
- Metodologie e strategie adottate. Come hai lavorato: in classe, a piccolo gruppo, in uscita individuale, con quali strumenti compensativi, quali tecniche di rinforzo positivo, quali adattamenti dei materiali.
- Competenze sociali e relazionali. Come l’alunno ha vissuto l’inserimento nel gruppo classe, le relazioni con i compagni, la partecipazione alle attività collettive.
- Indicazioni per l’anno successivo. Strategie che hanno funzionato e che il prossimo docente dovrebbe mantenere, criticità da affrontare, obiettivi prioritari per il prossimo anno.
Come usare ChatGPT per scrivere la relazione
Il metodo più efficace è lavorare sezione per sezione. Non chiedere a ChatGPT di scrivere l’intera relazione in una sola volta: il risultato sarà generico e ti costerà più tempo a correggere che a scrivere da zero. Invece, fornisci le informazioni specifiche sull’alunno e chiedi aiuto per una sezione alla volta.
- Raccogli le tue note prima di aprire ChatGPT. Rileggi il PEI, il registro, le osservazioni che hai preso durante l’anno. Segna su un foglio: gli obiettivi del PEI, cosa ha funzionato, cosa no, episodi significativi, competenze acquisite. Questi appunti sono la materia prima che darai all’AI.
- Apri la chat e imposta il contesto. Prima di chiedere qualsiasi cosa, spiega a ChatGPT chi sei e cosa stai facendo. Usa il prompt di contesto qui sotto.
- Lavora sezione per sezione. Per ogni parte della relazione, usa un prompt specifico con i dati reali del tuo alunno.
- Correggi e personalizza. Il testo generato è una bozza. Aggiungi i dettagli che solo tu conosci, correggi quello che non ti convince, usa il tuo tono.
Prompt di contesto da usare all’inizio della chat
Sono un’insegnante di sostegno alla scuola primaria (o secondaria di primo grado). Devo scrivere la relazione finale di fine anno per un alunno con [tipologia di disabilità, es. disturbo dello spettro autistico / disabilità intellettiva lieve]. L’alunno frequenta la classe [es. terza primaria] ed è seguito con un PEI a obiettivi personalizzati (o: con obiettivi minimi riferiti al programma della classe). Ti fornirò le informazioni sull’alunno sezione per sezione. Il tuo compito è aiutarmi a scrivere ogni sezione in modo chiaro, professionale e adatto a un documento scolastico ufficiale. Usa un linguaggio preciso ma non burocratico. Non inventare informazioni: usa solo quello che ti fornisco io.
Prompt per ogni sezione della relazione
Dopo aver impostato il contesto, usa questi prompt per le sezioni principali. Sostituisci le parti tra parentesi con le informazioni reali del tuo alunno.
Sezione 1 – Profilo dell’alunno. Scrivi un paragrafo di 5-7 righe che descriva il profilo dell’alunno in modo professionale. Ecco le informazioni: [descrivi il profilo di funzionamento, i punti di forza e le aree di fragilità che vuoi includere, es. “buona memoria visiva, difficoltà nel linguaggio espressivo, autonomia parziale nella gestione del materiale scolastico”]. Non usare il nome dell’alunno nel testo, usa “l’alunno” o “la studentessa”.
Sezione 2 – Obiettivi e risultati. Per ogni obiettivo che ti elencherò, scrivi 2-3 righe che descrivano il livello di raggiungimento e le motivazioni. Ecco gli obiettivi e i risultati: [elenca ogni obiettivo del PEI e indica se è stato raggiunto, parzialmente raggiunto o non raggiunto, con una breve nota sul perché].
Sezione 3 – Metodologie adottate. Scrivi un paragrafo che descriva le strategie e le metodologie usate durante l’anno. Ecco le informazioni: [descrivi dove hai lavorato (in classe, a piccolo gruppo, in uscita), quali strumenti hai usato, quale tipo di adattamento dei materiali hai fatto, se hai usato tecnologie assistive].
Prompt per le indicazioni per l’anno successivo
Sezione finale – Indicazioni per l’anno successivo. Scrivi un paragrafo di 6-8 righe con indicazioni utili per il docente che seguirà l’alunno il prossimo anno. Ecco le informazioni: [descrivi cosa ha funzionato bene e andrebbe mantenuto, cosa non ha funzionato e perché, quali sono le priorità per il prossimo anno dal punto di vista educativo e didattico, se ci sono accorgimenti pratici importanti per la gestione quotidiana].
Un passaggio finale che fa la differenza
Dopo aver raccolto tutte le sezioni, incollale in una nuova chat e chiedi a ChatGPT di fare una revisione finale: “Leggi questa relazione finale del docente di sostegno e segnala eventuali incongruenze, ripetizioni o parti che suonano troppo generiche o burocratiche. Proponi riformulazioni dove necessario, mantenendo il tono professionale.” Questo secondo passaggio migliora molto la coerenza del documento complessivo.










